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dT n. 22/2026 del 07.07.2026
Cornice stile Ritorno al futuro
   
JUL 07 2026
   

Immagine di apertura

Portable 64, sogno o son desto? 🤔

Scoperto per caso su YouTube, non poteva certo passare inosservato...

Parliamo della creazione da zero di un Commodore 64 portatile. Non è certo il primo visto sul Web, ma questo sembra fatto proprio bene. L'autore ha progettato e realizzato ogni componente, utilizzando la stampa 3D per il case e assemblando una tastiera meccanica fedele all'originale con decalcomanie fatte in casa. 

Fermi tutti!

Chiariamo subito che non si tratta di un prodotto in vendita, pur realissimo. È opera del genio di Kevin Noki, designer industriale tedesco, persona di cui non si sa moltissimo, se non che abbia una forte passione per il retrocomputing.Immagine_inline È noto nella community per aver realizzato, col senno e l'hardware di oggi, una serie di prodotti che in passato, spesso mostrati come idee irrealizzabili per evidenti limiti tecnologici dell'epoca, non videro mai la luce.

Ha realizzato ad esempio un'ottima versione funzionante del FlatMac, il leggendario concept Apple del 1984, mai prodotto ufficialmente, così come numerosi altri dispositivi mai nati, ma solo immaginati in quegli anni.

Quel che si sa è che gode di una solida reputazione nel mondo del retrocomputing, grazie all'incredibile livello di precisione maniacale che applica nelle sue opere fai-da-te.

Immagine_inlineTornando al Portable 64...

Il viaggio è iniziato con una matita e un foglio di carta, cercando di fondere l'estetica del Macintosh Portable con le linee e le griglie di ventilazione iconiche del C64.

Dopo aver trasformato questi schizzi in un modello 3D complesso, la sfida si è spostata sulla produzione fisica: oltre trenta parti stampate in 3D che hanno richiesto una pazienza infinita per essere levigate con carta vetrata sempre più fine e poi verniciate con un colore beige meticolosamente ricercato per corrispondere all'originale.

Ogni dettaglio, dalla maniglia a scomparsa che si attiva con un meccanismo a pressione fino ai loghi personalizzati realizzati in vinile metallico, è stato pensato per ingannare l'occhio e far sembrare il dispositivo un pezzo di storia autentico.

Immagine_inlineSi fa presto a dire tastiera!

Il vero capolavoro di artigianato si nasconde però nella tastiera. Non si tratta di una semplice membrana moderna, ma di una tastiera meccanica completamente personalizzata con 66 tasti stampati in 3D con una precisione microscopica.

Per replicare i caratteri originali sui tasti, è stata utilizzata una tecnica ingegnosa che prevede l'uso di decalcomanie ad acqua e un toner modificato in casa, dato che le stampanti domestiche comuni non sono solite stampare il bianco.

Un Raspberry Pi Pico è a capo degli switch meccanici, che offrono una sensazione di digitazione che a quanto si sa supera di gran lunga quella dell'epoca.

Immagine_inlineDentro

Sotto la scocca del Portable 64 c'è tanta elettronica di oggi. Il cuore di tutto il sistema è un Raspberry Pi 5 abbinato a un disco SSD NVMe: una combinazione che permette al sistema di avviarsi in una manciata di secondi.

Lo schermo da 10 pollici in formato 4:3 non è stato semplicemente scartato e installato, ma intimamente modificato: Kevin, l'incontentabile Kevin, ha ben pensato di riprogrammare il firmware del controller per eliminare i fastidiosi messaggi a video tipici dei monitor moderni, aggiungendo anche un potenziometro fisico per regolare la luminosità manualmente. Proprio come si farebbe su un vecchio monitor CRT e ce n'è anche un secondo per il volume audio come si faceva ai bei tempi!

Anche la gestione dell'energia è sofisticata, con un sistema di batterie ricaricabili e un software scritto in Python che sovrappone un'icona della carica all'emulatore. E niente più, anzi no!

Immagine_inlinePorte standard, potevano mancare?

Certamente no. Un altro aspetto straordinario di questo gioiello (per molti, me compreso!) è la sua capacità di non interrompere il dialogo con il passato. Nonostante sia un sistema moderno che utilizza schede SD per caricare migliaia di giochi in un istante, il Portable 64 è dotato di porte joystick originali a 9 pin e di adattatori realizzati ad hoc per collegare volendo anche hardware dell'epoca.

È possibile infatti connettere un autentico drive per floppy 1541, così come le storiche stampanti MPS, o l'indimenticabile (ahimè) registratore DataSette e caricare i software originali su nastro esattamente come quarant'anni fa. Il tutto grazie a un complesso sistema di comunicazione che trasforma il segnale analogico della cassetta in dati digitali per l'emulatore in tempo reale e non solo.

Manca, per il momento, solo l'interfaccia per giochi ed espansioni su cartucce, ma l'autore non esclude un upgrade futuro. Nel frattempo ha già previsto lo spazio all'interno prevedendo un foro rettangolare sul cabinet per ora chiuso da un coperchietto.

Immagine_inlineChapeau!

Con un peso finale di circa quattro chili e una maniglia robusta, il Portable 64 non è affatto un esercizio di stile, ma una macchina funzionante che permette di programmare in BASIC al parco o, volendosi proprio fare del male per il caldo, di giocare a Pac-Man in spiaggia. Non esageriamo!

È il risultato di mesi di lavoro, infinite attenzioni ai dettagli e una dedizione quasi maniacale: un tributo perfetto a un'icona dell'informatica personale degli anni ottanta che, grazie a questo progetto, ha finalmente ricevuto la versione portatile che avrebbe sempre meritato.

Altro che SX64 dei tempi che furono...

AdP

Il video rilasciato dall'autore... di questa meraviglia!


#Anni80#C64#Commodore#digiTANTO#DIY#Laptop#RaspberryPi#Video

Progetto a cura di  Andrea de Prisco - AdP

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