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dT n. 55/2025 del 28.08.2025
Cornice stile Ritorno al futuro
   
AUG 28 2025
   

Immagine di apertura

Ti è piaciuta la bicicletta? E mo vola…

Se c'è una cosa che mi diverte tantissimo (qualche volta a danno dei lettori) è prenderla larghissima. Mettetevi comodi.

Tranquilli, non sono definitivamente impazzito! Anche se è tutto da dimostrare, come sempre. Comincerei col mettere un po' d'ordine, anche se non rigorosamente cronologico.

Immagine_inlinePronti?

Nei primissimi anni 80, io ne avevo una ventina, sono pressoché certo di aver letto su MC (ebbene sì, all'inizio sono stato anch'io un suo fedelissimo lettore) una storiella interessante, che a quei tempi mi rimase impressa, seppur non nei dettagli secondari.

Ad esempio, i miei ricordi sfocati non riuscivano a risalire al personaggio famoso lì citato, ma cambiava poco se fosse stato Jobs, Gates, Sinclair o altri dello stesso calibro in quegli anni. Non potendo comunque lasciare appesa l'informazione sul personaggio coinvolto, ho chiesto a Nonno Google apprendendo che si trattava proprio del primo, Steve Jobs, peraltro il più probabile dei citati… conoscendolo.

La storiella, era più o meno questa: tra tutti gli esseri viventi, l'uomo non eccelle affatto per efficienza energetica quando deve spostarsi dal punto A al punto B. Tant'è che nell'impietoso confronto con gli altri esseri viventi non si classifica affatto ai primi posti: basta, però, dargli una bicicletta per ribaltare totalmente il risultato… aggiudicandosi a mani basse (e gambe sciolte) la medaglia d'oro.

Immagine_inlineSì, ma che c'entra con MC e/o con l'informatica in genere? Il colpo di teatro era nelle righe successive, specie considerando che il ragionamento risale agli anni 80: il Personal Computer è per la nostra mente, quello che è stato (ed è) la bicicletta per le nostre gambe. Wow!!!

Tempi moderni

Inutile dire che quando si tratta di praticare sano fact checking, sarà anche per deformazione professionale, non mi tiro mai indietro.

Quindi, assodato che si trattasse di Steve Jobs, con i moderni mezzi a disposizione, trovare le sue esatte parole non è stato difficile.

Anzi, nel vortice delle ricerche sono saltate fuori - come spesso capita - tantissime altre informazioni e immagini interessanti, come la foto d'apertura di questo pezzo o la pubblicità Apple d'epoca con testimonials Jobs e Wozniak, tutte riconducibili al mio ricordino nebbioso di cui sopra, costudito per decenni nei miei pensieri più impolverati.

Immagine_inlineIn un video, e non credo sia l'unico in circolazione, Jobs ne parla in questi termini: «Penso che una delle cose che ci distingue davvero dai grandi primati è che siamo costruttori di utensili. Ho letto uno studio che ha misurato l'efficienza negli spostamenti per le varie specie sul pianeta: il Condor utilizza la minima energia per spostarsi di un chilometro mentre gli umani hanno raggiunto un risultato poco interessante, piazzandosi circa a un terzo in fondo alla lista, quindi non c'era da essere tanto orgogliosi. Poi qualcuno di Scientific American ha avuto l'intuizione di testare l'efficienza di spostamento per un uomo in bicicletta e in questa condizione ha spazzato via completamente il Condor dalla vetta della classifica. Questo è ciò che un computer è per me, lo strumento più straordinario che abbiamo mai inventato ed è l'equivalente di una bicicletta per le nostre menti».

Lo studio in questione...

... è di un tal Vance A. Tucker della Duke University, ed è citato da Scientific American nel numero di marzo 1973. Ovviamente a quei tempi non si parlava di Personal Computer, ma il concetto che bastasse una bicicletta per ribaltare il risultato energetico per il genere umano è ben presente.

Immagine_inlineEn passant aggiungo che non si cita specificatamente il Condor… ma chissenefrega (lo perdono!), tanto il non-umano preso a confronto non è funzionale al «ragionamento stesso» (cit.)

Sulla base dei dati in possesso da Scientific American, un umano (a piedi) per spostarsi consuma 7,5 calorie per grammo di peso per km, molto più di un salmone o di un cavallo, ma comunque assai meno - per quanto possa sembrare strano - di una pecora, un cane, un coniglio, un ratto e di vari tipi di topi.

(tocca fidarsi)

Sospesa, o per meglio dire irrisolta, la questione il coccodrillo come fa e, perché no, dell'assenza dei due liocorni. Ma questa, canticchiata, è un'altra storia! :-)))

Rimane viceversa interessante il dato - anche questo calcolato/stimato da Scientific American - che un umano in bici consumi appena 1,5 calorie per grammo di peso per km, ovvero BEN cinque volte meno rispetto a un umano appiedato.

Immagine_inlineSe a questo aggiungiamo che la bicicletta non è disponibile in natura ma è opera dell'umano stesso, la cosa si fa più affascinante, e si ricollega alle frasi iniziale e finale di Steve Jobs, ovvero che siamo costruttori di utensili e che il computer è la bicicletta per le nostre menti.

A me ancora provoca un brivido, rileggendola, riascoltandola o anche solo ri-pensandola.

(non lo dico in senso ironico!)

Vabbè, e quindi?!?

Lo dicevo che l'avrei presa larga! :-)))

Scherzi (?) a parte, come anticipato sono una quarantina d'anni che questa storiella mi accompagna: posso quasi dire di averla fatta mia... di riflesso.

Ho sempre considerato i computer un mero mezzo per sfruttare meglio la propria intelligenza e le proprie potenzialità, tante o poche che siano.

E, a proposito di intelligenza, che dire di quella artificiale? Inutile girarci intorno: è solo uno strumento anche quello, nient'altro che un mezzo con il quale è possibile raggiungere "punti B" più velocemente o più lontani, ma anche consentirci mete considerate irraggiungibili.

Infatti NON farei il paragone, semplicemente, con una bici a pedalata assistita (e tantomeno con una moto, come in una grafica scovata in Rete) che aggiungono potenza esterna. Immagine_inlineL'AI, non ti fa più intelligente, permette solo di ottenere risposte più velocemente e, semmai, di esplorare luoghi nuovi. Quindi, per rimanere in ambito "pedali", potrebbe al più essere paragonata a una bicicletta in grado di... volare.

(Eh?!?)

Detta così, potrebbe sembrare un'esagerazione... con la 'C' maiuscola. In realtà - ammetto che fino a ieri ne ignoravo totalmente l'esistenza, relegandola al capitolo fantasia - finanche nell'articolo di Scientific American si parla di bici volanti. Anche se è certamente più corretto definirli velivoli a propulsione umana, ma nello specifico comunque a pedali.

Non come ipotesi, ma di esperimenti in corso… con tanto di premio (10.000 pounds) a chi fosse riuscito a completare un percorso in volo a forma di otto, attorno a due pali distanti mezzo miglio. 

Questo perché dritto pe' dritto, anche per centinaia di metri, non faceva più notizia!

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Progetto a cura di  Andrea de Prisco - AdP

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