Articolo pubblicato sul n. 159 di MCmicrocomputer (Edizioni Technimedia Srl - Roma) nel febbraio 1996

MCmicrocomputer


Speciale Notebook Multimediali:
Toshiba Satellite Pro 400 CS

di Andrea de Prisco

Se torniamo indietro nel tempo di una buona decina d'anni, agli albori dell'informatica "portatile", non possiamo non ricordare il mitico Toshiba 1100, uno dei primi LapTop (cosi' si chiamavano a quei tempi le unita' compatte autoalimentate... non ancora notebook) disponibili sul mercato italiano. Le sue caratteristiche, entusiasmanti per quei tempi, oggi ci farebbero certamente sorridere: microprocessore 8088, display (dalla visibilita' discutibile) monocromatico, CGA e assolutamente privo di retroilluminazione, memoria di massa rappresentata da un'unita' microfloppy da 720 K. Eppure era la gioia dei suoi possessori, in un periodo in cui l'informatica personale era di poche pretese, gli hard disk erano un lusso sulle macchine da tavolo degli utenti "normali", i computer forse erano meno facili da usare, ma venivano sfruttati sempre al centotre' per cento delle loro effettive capacita'.Copertina del numero di MCmicrocomputer contenente l'articolo

Dai quei giorni ad oggi, Toshiba non ha mai smesso di costruire portatili, offrendo sempre prodotti al vertice della tecnologia via via disponibile, anche se in Italia, per problemi durante un periodo di distribuzione diretta, l'abbiamo vista scomparire dal mercato per molti mesi. Ma Toshiba e' rimasta, naturalmente, viva e vegeta, e uno dei suoi ultimi portatili e' in prova proprio in queste pagine.

Si tratta del modello Satellite Pro 400 CS un notebook multimediale ad alte prestazioni. Il microprocessore utilizzato e' il Pentium a 75 MHz, l'hard disk e' da ben 810 megabyte e l'unita' floppy disk puo', all'occorrenza, essere sostituita da un lettore di CD-ROM a quadrupla velocita'. Tre sono i modelli della serie 400: il 400 CS, in prova in questa sede, dotato di display a colori dual scan da 10.4 pollici; il 400 CDT dotato di display di pari dimensione ma in tecnologia attiva e il 410 CDT con il Pentium a 90 MHz e display (sempre a matrice attiva) da 11.3 pollici e 800x600 pixel di risoluzione.

Dal punto di vista audio, i notebook della serie 400 possono contare su una sezione Sound Blaster Pro compatibile, con microfono e altoparlantino incorporato, uscita cuffie e ingressi di linea o per microfono esterno.

Tra le caratteristiche particolari e' da segnalare senza dubbio l'alimentatore multitensione incorporato dell'apparecchio, che consente il collegamento diretto alla corrente di rete senza l'utilizzo alcuno di adattatori esterni.

Pur non presentando soluzioni estetiche particolari, non possiamo non riconoscere che il notebook Toshiba in prova in queste pagine ha un look comunque molto curato, con una linea semplice caratterizzata dai bordi piuttosto arrotondati. Si lascia maneggiare e trasportare con facilita' e nell'utilizzo non fa certo rimpiangere i computer da tavolo grazie alle soluzioni ergonomiche che e' in grado di offrire. Il display, anche nella versione a matrice passiva, ha una visibilita' eccellente, specialmente con le visualizzazioni su sfondo chiaro come possono essere le applicazioni di Windows. Il display a matrice attiva (utilizzato dal modello 400 CDT) e' uno dei migliori in commercio: non sottovalutiamo, infatti, che Toshiba e' uno dei maggiori produttori mondiali di schermi a cristalli liquidi ed e' facile trovare LCD di questo costruttore anche su notebook di altre marche.

Sul lato sinistro della macchina troviamo l'interruttore di alimentazione, gli ingressi audio di linea e per microfono esterno, l'alloggiamento per le espansioni PCMCIA di tipo III, la porta per il drive esterno e la seriale COM1. Sul lato opposto troviamo il comando di sblocco per la batteria ricaricabile e la meccanica floppy disk che puo' essere sostituita da un lettore di CD-ROM a quadrupla velocita'. Una volta estratta dalla sua sede, la meccanica floppy disk puo' ancora essere utilizzarla inserendola in un apposito contenitore esterno che si collega al notebook via cavo.

Sul retro e' presente l'uscita video per monitor esterno, la porta seriale, il connettore per la docking station opzionale, la presa per l'alimentazione (multitensione da 100 a 240 volt), la ventola di aerazione e la presa per mouse/tastiera esterna tipo PS/2. Come nella maggior parte dei portatili di recente generazione, troviamo anche una porta seriale a raggi infrarossi per il collegamento senza fili con altri notebook o periferiche dotate del medesimo tipo di interfacciamento.

La tastiera, di qualita' ottima, e' situata a ridosso del display e incorpora (tra le lettere G, H e B) il dispositivo di puntamento integrato denominato MousePoint. Si tratta del medesimo dispositivo inventato da IBM per i suoi portatili: semplicemente esercitando su di esso una leggerissima pressione in una qualsiasi direzione il sistema e' in grado di interpretare le nostre intenzioni di spostamento. Il dispositivo e', in un certo senso, un microscopico joystick in grado di percepire spostamenti infinitesimali: sembra un "pirulino" messo li' non si sa bene a far cosa... ma funziona perfettamente ed e' anche facile ed immediato da utilizzare. Peccato che non sia sensibile anche alla pressione verticale per "sentire" in tal modo i click del mouse: la funzione e' svolta da due tasti di grosse dimensioni posti poco sotto la tastiera e facilmente raggiungibili col dito pollice senza la necessita' di allontanare le mani dal loro posto... di combattimento. Infine, sul lato frontale della macchina, troviamo il piccolo altoparlante di sistema, l'uscita cuffia e un piccolo nottolino per la regolazione audio di quest'ultima.

 


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