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Digitando, digitando... n. 25/2013 del 11.11.2013

Nikon Df, digitale q.b. :-)

di Andrea de Prisco

Nel titolo, pensavo, ci sarebbe stato bene anche un "Amarcord"... di quelli che uso in queste pagine per identificare gli articoli che trattano argomenti del passato, in particolare del passato "di mia specifica competenza".

Il punto è che in questo caso non si tratta affatto di un prodotto degli anni '70 o '80, ma di un apparecchio che strizza l'occhio a questo preciso periodo per conquistare gli utenti che l'hanno vissuto appieno, proprio come accaduto al sottoscritto.

Fatto sta che nei giorni scorsi Nikon ha annunciato una nuova fotocamera digitale... dall'estetica decisamente retrò, che almeno a guardarla frontalmente ricorda in tutto e per tutto una macchina fotografica a pellicola, proprio come quelli con cui tanti di noi hanno effettuato le prime fotografie... reflex.

Dentro, viceversa, incorpora più o meno quanto di meglio Mamma Nikon è in grado di fornire in ambito digitale, tant'è che il sensore di ripresa full frame utilizzato in questo modello pare essere lo stesso dell'ammiraglia D4, caratterizzato peraltro da un numero tutto sommato "esiguo" di pixel (appena 16.2 milioni...) ma dalla qualità, dicono, più che entusiasmante.

Inutile dire che non tutti hanno accolto di buon occhio quest'ultima mossa della casa giapponese, in particolare in tanti ritengono che il prezzo di vendita sia un tantino elevato (specialmente di questi tempi...) pari a poco meno di 3000 dollari USD che, ahinoi, diventeranno 3000 euro grazie al cambio 1:1 euro-dollaro che viene applicato spesso e volentieri qui da noi.

Vabbè... i conti veri non si fanno comodamente a tavolino, si faranno a tu per tu con il mercato non appena sarà in vendita.

 

Bella... è bella!

 

A guardarla dall'alto sembra proprio una macchina fotografica tradizionale. Anche il piccolo display a cristalli liquidi e l'assenza di una leva di carica e del nottolino di riavvolgimento potrebbero continuare a far pensare a una macchina a pellicola, non degli anni 70 e 80, ma degli anni 90. A quell'epoca già esistevano le fotocamere tradizionali con motore incorporato e l'autofocus non era più nemmeno una gran novità. Certo, nulla a che vedere con le performance assicurate dai modelli recenti, ma già si intuiva che eravamo sulla buona strada.

Quel che differenza la Df da qualsiasi altra reflex digitale Nikon e il massiccio, quanto gradito, utilizzo di comandi a ghiera. Dalla sensibilità ISO alla compensazione dell'esposizione di +/- 3 EV, dalla modalità di scatto ai tempi d'esposizione, dall'interruttore di accensione al selettore dei modi d'esposizione, tutto è a portata di mano sul lato superiore della fotocamera, esattamente come avveniva nelle fotocamere di 20, 30 e più anni fa. Il tema retrò è riportatofo anche nell'estetica dell'obiettivo (opzionalmente) a corredo, un normale quanto inutile 50/1.8, la cui ghiera metallica lungo il barilotto è un ulteriore richiamo ai vetri dell'epoca.

Dulcis in fundo, il pulsante di scatto include anche la filettatura per lo scatto flessibile, un vero e proprio inchino alla fotografia "quella di una volta": commuovente! :-)

Vista da dietro, viceversa, la Nikon Df mostra appieno la sua essenza digitale, con il consueto display LDC a colori per visualizzare le immagini scattate o durante la ripresa in modalità Life View, i soliti pulsanti per accedere alla tante funzioni, tutte disponibili come al solito anche tramite voci di menù, per chi proprio non ne può fare a meno di comandare l'apparecchio con gesti, a mio avviso, contro natura.

Se poi diamo una sbirciatina al lato sinistro, troviamo tre sportellini in gomma per utilizzi altrettanto contemporanei: un'uscita HDMI, una porta USB (in grado di accogliere anche un modulo GPS, opzionale) e un ingresso per telecomando moderno (anche via radio) nel caso si fosse insensibili all'attacco filettato di cui sopra...

 

Niente video! (era ora...)

 

Non fatevi illusioni: la porta HDMI testé citata non suggerisce la presenza di capacità video. Possiamo, sì, collegarla a un televisione, ma solo per vedere "grandi" le foto scattate. Nulla di più.

E questa è stata un'altra delle critiche rivolte a Nikon in merito all'apparecchio in questione appena presentato.

Io, francamente, non ci trovo nulla di strano. Lo strano, semmai, è che quasi tutte le macchine fotografiche moderne registrino anche il video (così come quasi tutte le videocamere scattano foto). Già che ci siamo perché non incorporiamo anche un lettore MP3, un cellulare e una radiosveglia, così ottempera anche a questi gravosi compiti?

Basta poco, che ce vò?!?

Sarò "antico", ditemi quello che volete, ma per me una macchina fotografica serve per fare fotografie, null'altro. Deve farle al meglio delle sue possibilità, senza incantare l'utente con caratteristiche e funzioni che nulla o poco hanno a che vedere con la ripresa di immagini statiche: f-o-t-o-g-r-a-f-i-e!

 

Viceversa, esagerando...

 

Inutile nasconderlo: sono rimasto favorevolmente colpito dalla Nikon Df, forse proprio perché mal sopporto le eccessive acrobazie tecnologiche, tanto di moda da un po' di anni a questa parte.

Anzi, se fossi stato a capo del progetto Df mi sarei spinto oltre, proponendo una fotocamera ancora più romanticamente collegata al passato.

Ad esempio impiegando schermi di messa a fuoco intercambiabili finanche con stigmometro a microprismi e immagine spezzata (se non sapete di cosa sto parlando... inutile continuare a leggere! :-))) per facilitare l'utilizzo di ottiche NON autofocus. Poi avrei previsto una versione monocromatica per scattare foto esclusivamente in bianco e nero ad altissima risoluzione (con il medesimo sensore si avrebbe un numero doppio o triplo di pixel a disposizione e una qualità immagine b/n senza compromessi, stile Leica M Monochrom) mentre il corpo macchina l'avrei realizzato ancora più compatto, non necessariamente più leggero, a costo di "esternalizzare" alcune componenti interne. Compreso il motore di riarmo otturatore che - tenetevi forte! - avrei reso opzionale, lasciando di serie solo una leva di carica manuale, proprio come avveniva ai tempi della pellicola.

Inoltre, avrei tolto di mezzo tutte le funzioni integrate di ritocco e fotoelaborazione che, sempre a parer mio, andrebbero fatte al computer e non direttamente sul display posteriore della fotocamera... che a questo punto potrebbe essere anche più piccolo e meno invasivo. Dulcis in fundo avrei proposto il tutto in kit non con uno ma con tre obiettivi in stile retrò, nella fattispecie la "famiglia tipica" degli anni '70 e '80: grandangolo 28 , normale 50 e tele da 135 mm. Per la gioia di tutti i nostalgici che di certo non sono (siamo?) pochi!

PS: dimenticavo, l'avrei chiamata dF e non Df. Capisciammè! ;-)

 

 


Bonus track... :-)


 

Mi ha scritto la Nikon Corporation!!!

(estratto da MC n. 179 del dicembre 1997)

Inutile nasconderlo: l'emozione ha avuto il sopravvento e per buoni due o tre giorni ho creduto di aver avuto solo un'incantevole visione celeste (oserei dire cyan...).
Chi mi ha seguito in passato (e in particolare lo scorso mese) sa bene che qualche tempo fa
Copertina del numero di MCmicrocomputer contenente l'articoloho ipotizzato una variante tecnologica della Nikon F5, denominata Nikon F5 Digital, in grado di riprendere immagini di qualità professionale direttamente in formato numerico. Il "progetto" (scritto tra virgolette per ovvi motivi) si basa su un ipotetico (e sottolineo IPOTETICO) dorso completamente elettronico da installare al posto di quello tradizionale per trasformare in pochi attimi la fotocamera tradizionale in fotocamera digitale.
Visto che "me la cavo sufficientemente" bene in fotoelaborazioni digitali - il mio peggior difetto è la modestia! - ho incaricato il nostro instancabile Dario Tassa di fotografare la mia normalissima Nikon F5 in varie posizioni, per poi procedere a colpi di fantasia e di Photoshop, costruendo assolutamente dal nulla la fotocamera digitale dei miei/nostri sogni.
L'errore (o forse la fortuna!) è stato quello di pubblicare le immagini della "nuova nata" tanto su MCmicrocomputer, sul fascicolo di luglio/agosto di quest'anno, quanto su Internet, all'indirizzo
http://web.mclink.it/MC0258/F5.html (correte a vederla se non l'avete ancora fatto).
E una volta in Internet... ha fatto il giro del mondo.
In pochi giorni ho avuto un migliaio abbondante di accessi alla mia personal page: chi comprendeva l'italiano e leggeva attentamente il testo era ben informato del fatto che si trattasse solo di un'ipotesi tecnologica frutto della mia fantasia (e nonostante l'avvertimento, mi dicono, sono comunque arrivate numerose telefonate alla Nital di Torino, importatore dei prodotti fotografici tradizionali e digitali della Nikon) ma gli utenti della Rete di tutto il mondo hanno creduto erroneamente che si trattasse di un prodotto reale. Ho ricevuto in pochi giorni numerosissime lettere via posta elettronica dagli Stati Uniti, dal resto dell'Europa, dall'Asia, e perfino dalla Nuova Zelanda (l'altro capo del mondo, o quasi, per noi italiani): molti, non comprendendo il testo d'accompagnamento alle immagini, mi chiedevano se il "nuovo" dorso digitale fosse acquistabile in Italia.
Ma la vera estasi godereccia (non riesco a chiamarla in altro modo) l'ho raggiunta quando una mattina ho trovato in mailbox questa gentile letterina. Da parte di Nikon Corporation...

Date: Wed, 29 Oct 1997 13:34:37 +0900
From: "CS.NETWORK SEC." <XXXXX@nikon.co.jp>
Organization: NIKON CORPORATION
MIME-Version: 1.0
To: adp@mclink.it
CC: XXXXX@nikon.co.jp

Subject: Your Nikon F5 Digital website

Dear Sir,
We thank you very much for your interest in Nikon equipment.
We would like to refer to your website of Nikon F5 Digital.
Lately, we have got several questions from our dealers/customers who watched your website about a digital F5 back.
Since your website is written in Italian and pictures are so realistic, they seem to misunderstand. Thus they asked if we, Nikon have released the new digital F5 back. Of course, we have not.
Frankly speaking, we are embarrassed by your website and are worrying that it seems to cause inconvenience to our business.
Would you please, therefore, describe the following your comments "This is only my fantasy's dream and a virtual digital elaboration of some images." clearly on the top page in English so that the viewer does not confuse/misunderstand.
Your kind cooperation in this matter would be highly appreciated.

CS.NETWORK SEC.

Nikon Corporation

(NB: l'indirizzo e-mail del mittente è stato volutamente mascherato per motivi di privacy)

Traduzione (per maggiore chiarezza...)

Egregio Signore,
Grazie per il suo interesse ai prodotti Nikon.
In riferimento al suo sito internet dedicato alla Nikon F5 Digital, recentemente abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni da parte di commercianti e consumatori che hanno visto nel suo sito la fotocamera F5 dotata di dorso digitale.
Dato che il suo sito è scritto in italiano e le immagini sono molto realistiche, il pubblico potrebbe fraintendere. Ci chiedono se noi, Nikon, abbiamo rilasciato il nuovo dorso digitale per la F5. Cosa che, naturalmente, non abbiamo fatto.
Parlando francamente, siamo imbarazzati dal suo sito web e ci preoccupa il fatto che possa causare inconvenienti alla nostra attività.
Vorrebbe, quindi, per favore aggiungere ai suoi commenti "Questo è solo frutto della mia fantasia e dell'elaborazione di alcune immagini " chiaramente in capo alla prima pagina e in inglese in modo che il visitatore non sia confuso e che non abbia a fraintendere?
La sua gentile collaborazione sarebbe molto apprezzata.

CS.NETWORK SEC.
Nikon Corporation

AdP '97

 

:-)

 


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