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Digitando, digitando... n. 21/2009 del 01.06.2009

M'ingugolo d'immenso! :-)

di Andrea de Prisco

Innanzitutto vorrei scusarmi col buon, vecchio, caro Giuseppe Ungaretti, per avergli "usurpato", momentaneamente, la sua composizione poetica "Mattina" (da guinness dei primati per brevità e concisione), a titolo di questo "pezzetto" :-)

 

(breve pausa di riflessione...)

 

Come potete "ammirare" (scritto tra virgolette per ovvi, penosi, motivi...) in due sole righe di articolo - le prime due! -  ho già fatto la mia porca figura. Nota bene: "porca figura", per chi non lo sapesse o semplicemente non è romano (se non sbaglio si dice soprattutto qui a Roma), vuol dire "bella figura". Anzi, forse pure di più!Arriveremo, prima o poi, a interfacciare il nostro cervello col mondo digitale?

In altre parole (parola di "tuttologo" :-))) qualcuno penserà che sono esperto - anche??? - di argomenti letterari...

Ora vi racconto come stanno, penosamente, i fatti. La poesia in questione, dicevamo, è "Mattina". Io, in realtà, erroneamente, ricordavo "Mattino".  L'unica cosa che sapevo è che era la poesia più breve al mondo: tutto in una riga.

"M'illumino d'immenso": facile da imparare a memoria, no? :-)))

Ma mica sapevo che era di Ungaretti! (che peraltro non ricordavo nemmeno si chiamasse di nome Giuseppe).

Faccio proprio schifo, vero?!?

Bene, "Google alla mano", dopo una decina di secondi, ero già un mondo avanti: tutti i tasselli mancanti erano al loro posto e potevo... proseguire contento!

Per passare da uno stato di totale ignoranza a quello di (apparente!) saccenza - voi non lo sapete, ma mi sono affacciato di nuovo su  Google per scoprire che la parola "saccenza" pare non esista, e comunque non voleva dire quello che intendevo io... - è stato necessario coinvolgere tre distinti soggetti:

1) Il sottoscritto (compresa la voglia, assai diffusa, di saperne di più)

2) Internet e tutte le sue risorse online immediatamente disponibili

3) Il mio computer dotato di tastiera/mouse per l'input e di display LCD per l'output

Bene: in molti si chiederanno: "che sta dicendo di nuovo?!?". Nulla, forse proprio nulla. Ma mi chiedo: per quanto tempo ancora sarà necessario anche il terzo soggetto di cui sopra? (ovvero il mio computer).

Una scherzosa implementazione di interfaccia USB per cervello... :-)))In realtà mi sto riallacciando, da una parte, anche ad un mio precedente articolo di questa stessa serie (pubblicato molte, molte, settimane or sono... :-) che qualcuno dei miei più attenti lettori forse ricorderà. Se non altro per il titolo altisonante: "Aridatece er maus..." :-)))

In quella sede, la mettevo in questi termini (lasciando la questione sospesa... ora ripresa): "Il mouse è stato, per davvero, il grande salto in avanti. Un “antico” salto in avanti che non ha più avuto eguali e, ritengo, non ne avrà altri tanto facilmente. Almeno fino a quando esisterà ancora il concetto di “interazione” col computer, per far spazio al più fantascientifico concetto di “integrazione” (della nostra stessa esistenza, conoscenza, capacità) col medesimo. Un “concetto” (futuro assai!) in cui il computer non sarà più un qualcosa di esterno a noi da comandare, col quale interagire (appunto), ma qualcosa ad integrare le nostre capacità, la nostra stessa esistenza, a completarla per così dire “da dentro”, senza bisogno di interagire. E’ un po’ complicato da spiegare, lo so!". Penso sia arrivato il momento di "spiegarmi un po' meglio". O, almeno, queste sarebbero le intenzioni!

Vediamo che ne esce fuori... :-)

Nel "trittico" di cui sopra, a ben pensarci, il terzo elemento (il computer) è quello che, tra tutti, fa il lavoro più stupido.

Fa soltanto da tramite, da interfacciamento, tra la propria voglia di saperne di più (su un qualsiasi argomento) e la conoscenza stessa, almeno quella disponibile su Internet (che certo non è poca).

Se fosse possibile collegare direttamente il nostro cervello (ovviamente in modalità wireless... se no sai che palle!!!) ad Internet, senza passare dal via (ovvero dal nostro amato/odiato PC), sarebbe proprio un divertimento!!!

Saremmo tutti "scienziati", esperti di tutto, pronti a far danni in ogni dove! Confondendo, appunto, magari proprio il "sapere" con la "saccenza" (che, ripeto, è una parola che non esiste! Ma come vedete insisto nell'utilizzarla...).

L'interfacciamento, probabile o improbabile che sia!, se e quando sarà possibile avrà ben altri risvolti positivi. Ad esempio risolvere brillantemente alcune disabilità che affliggono un po' di persone nel mondo (me compreso...) permettendogli, ad esempio, proprio con la forza del pensiero, di realizzare molte cose che, magari, oggi possono solo essere pensieri... e nulla di più!

Di esperimenti di interfacciamento cervello=>mondo.esterno - notare la direzione della freccia - ne sono stati fatti, con successo (pare...), più d'uno. E' noto, ad esempio, l'esperimento di Honda, mostrato qui a lato, in cui il famoso robot Asimo risponde ad alcuni semplici comandi impartiti con la la sola forza del pensiero (coadiuvata da tutto quel macchinario alle spalle dell'operatore e da anni e anni di ricerche avanzatissime in tal senso).Copertina di Scientific American in cui si parla di (futuro) interfacciamento col cervello umano

Diverso, però, è l'interfacciamento mondo.esterno=>cervello, ovvero in senso contrario. Diciamo che l'operazione di scrittura, dall'esterno, nella nostra testolina è assai più complicata.

Ecco un bel copia e incolla dall'articolo pubblicato (in inglese, ovviamente) su Scientific American: “Complex information like the contents of a book would require the interactions of a very large number of brain cells over a very large area of the nervous system,” observes neuroscientist John P. Donoghue of Brown University. “Therefore, you couldn’t address all of them, getting them to store in their connections the correct kind of information. So I would say based on current knowledge, it’s not possible.”

E, per completezza di ragionamento ("putenz d'internét"), questo è il copia e incolla della relativa tradizione effettuata, in automatico, da Live Search Translator: “Informazioni complesse come il contenuto di un libro richiederebbe le interazioni di un gran numero di celle cervello su un'area molto elevata del sistema nervoso, ” osserva neuroscientist John Donoghue P. della Brown University. “Pertanto, è impossibile affrontare tutti, farle per memorizzare nella loro connessioni il tipo corretto di informazioni. Modo direi basato sulle conoscenze attuali, non è possibile.” A parte un po' di incasinamento finale (era partito così bene...) non ci possiamo lamentare più di tanto per la traduzione.

Viceversa, se avessimo avuto l'antennino in testa... manco c'era bisogno di questo secondo copia & incolla!

Ogni cosa a suo tempo... :-)


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